5 ott 2011

Le cose da fare

Ci sono delle cose da fare. Sono azioni che si compiono senza l'utilizzo della ragione e del sentimento, il destino ci porta a compierle.
Il senso della frase ha un suo perchè.
Possiamo anche essere mossi da innumerevoli ragioni, e da una marea di sentimenti nel fare "ciò che va fatto", ma non è per questo che lo faremo. il motivo è un'altro: il compimento totale di una persona.
E poi io, non voglio rimanere una persona normale in un corpo normale, in un cazzo di paese normale. Devo continuamente dimostrare a me stesso che so, che posso farcela e che devo andare oltre.

15 set 2011

Un passo indietro





Devo essermi perso qualcosa, qualcosa di importante. Credo di essere qualcosa di importante, di migliore, forse è così e forse no. Ieri sera durante una cena con Jacopo e Daniela, lei si è opposta fermamente contro di me, si capiva espressamente il suo pensiero. Mi considerava uno che è comodo e "fortunato". Partendo dal presupposto che lei guarda la gente dall'alto, è forse vero quello che ha detto? Mi sto facendo il culo o potrei fare di più?
E se potrei, perchè fare tutto questo?
Cosa ha smosso in me quella schiava della televisione concentrata nel suo mondo perfetto con il moroso cane, la famiglia brava e il lavoro a tempo indeterminato? Qual'è stata la parte del suo discorso che mi ha colpito? Seguire le orme di mio padre solo perchè lui crede che sia giusto. Probabilmente quello mi ha spiazzato un pò. Ma è vero? So cosa voglio fare dalla vita? No... Eppur mi sento più forte, ma da dove arriva questa mia forza e perchè non la sfrutto a pieno?
Un passo indietro per capire cosa voglio per poi correre verso la destinazione, raggiungerla e subito dopo porsi un nuovo obbiettivo, ma quale sarà la meta finale? Lo scopriremo solo un giorno, quando riuscire a raggiungerla, e capiremo di essere arrivati alla fine.
L'epilogo dell'ultima notte senza fine.

6 ago 2011

Mi son perso qualcosa


Deve essermi sfuggito qualcosa in tutto questo tempo. Il re del cambiamento si volta indietro guarda con un'aria di superiorità quelli che una volta erano i suoi compagni e vede qualcosa che lo stupisce: non sono come se li sarebbe aspettati. E lui? Com'è lui a loro occhi? Nessuno, non un re, ne una maschera che gli si possa avvicinare.
Eccolo il fatto, il cambiamento che si è fermato, lento, inesorabilmente spento.
Ma perchè?
So di sbagliare, non conoscevo quelle persone prima, non le conosco adesso e molto probabilmente non le conoscerò poi, ma sembrano altre. Io nel tentativo di conservare me stesso e cambiare il mio mondo cosa ho fatto? Ho cambiato quello che c'è intorno a me e io son rimasto lo stesso, un pò cresciuto, sicuramente diverso, ma il miglioramento adesso è ormai fermo, e mi rendo conto che la realtà non vuole andare veloce quanto me.
E' come correre con il vicino: sai benissimo che si fermerà prima lui, e tu devi aspettarlo.
E allora?
Forse è meglio correre da soli.

20 feb 2011

Il nulla passa velocemente, non è forse vero?

4 gen 2011

"Come va?"

"Come va?" E' una domanda classica che fanno tutti subito dopo un saluto, come se fosse l'inizio di un discorso, l'overture.
la risposta classica è bene.

Mi sveglio la mattina per andare al lavoro. Mi sveglio ad un orario decente. Mi preparo e poi con la macchina, e devo ringraziare di avere quella macchina vado al lavoro, trovato in maniera un pò trasversale.
Fortuna che ho il lavoro.
Finisce la giornata lavorativa e torno a casa, sbrigo qualche faccenda leggera e mi svago come posso.
Vivo in un paese circondato da discariche e in città c'è il più grande inceneritore d'Europa, l'acqua che uso per cucinare e per lavarmi non è colorata per grazia divina.
Se esco a correre mi sembra di respirare dei sottilissimi fili di paglia talmente che l'aria è pesante.
Ho dovuto rinunciare a quello che avevo iniziato per cercare lavoro in un paese dove se non sei paraculato, se non hai i genitori o conoscenti che sanno dove piazzarti devi sperare davvero di essere un genio e di trovare il "lavoro adatto".
Esco la sera e chissà se posso permettermelo con il mio stipendio.
Mi sembra di essere in guerra ogni giorno. E lo so che ci sarà qualche testa di cazzo che mi dirà: "cosa vuoi che sia, hai la salute un lavoro... hai tutto!". Non me ne frega nulla di una persona che riesce a uscire da questo ragionamento con frasi del genere.
Da solo probabilmente non avrei nulla, e questo è una cosa che fa male.
Non so quale uomo si può definire tale se non riesce a farcela con le proprie forze.
E anche se dovessi incontrare qualcuno che dopo essersi massacrato di fatica sia riuscito a mettere su qualcosa senza chiedere niente a nessuno, vorrei sapere se è davvero necessario "sacrificarsi totalmente" per poter sopravvivere.

Come và?

Và come deve andare e non in maniera differente, ma mi fermerei volentieri.

Alberti Alessandro

30 dic 2010

22 dic 2010

The box


Oggi apporterò qualche modifica al blog, cercherò di cambiare la grafica cupa in qualcosa di più "soft". Eheh
Spesso rifletto su quanto incidono "gli altri" sulla nostra vita. Se ci prendiamo un pò di tempo per pensarci possiamo capire quanto tempo e quante energie dedichiamo al prossimo, senza realmente volerlo o senza rendercene conto.
La domanda che mi fa muovere in questa direzione è sempre "perchè lo sto facendo?". Prendiamo ad esempio il lavoro: Perchè una persona lavora? Per vivere meglio? Per vivere, forse? Ho un'amico che vorrebbe andare a fare il tagliaboschi in montagna e invece fa un massacrante lavoro in ufficio. Lui potrebbe essere l'esempio di questo pensiero.
Sceglie 2 lavori, entrambi gli garantirebbero una paga e quindi la possibilità di vivere nel mondo d'oggi ( sarebbe troppo "facile" dire che se cazzeggio nessuno mi paga, quindi lui è un esempio calzante).
Cosa porta una persona a fare la scelta meno personale?
La risposta è: gli altri.
Prendi quella scelta per una serie di ragioni che esulano dalla tua personale ed egoistica esistenza. Se fossimo davvero padroni del nostro destino (e lo siamo per partito preso) è ovvio che saremo in grado di fare quel che più ci aggrada e vivere meglio. Anche volendo prendere in considerazione l'aspetto lavorativo della vita, quanti di noi fanno qualcosa che realmente gli piace e anche se c'è la possibilità di cambiare non lo fanno?
Forse sto correndo troppo...
A volte credo davvero di essere un uomo libero con delle idee enormi rinchiuso in una scatola appena più grande di me..

pensieri..

Alessandro Alberti

21 dic 2010

Il divertimento e la tristezza


Torno a scrivere dopo un pò di tempo tra pensieri e liquirizia.
Ultimamente mi fa molto pensare cosa implica la possibilità di scegliere contro l'incapacità di farlo: intendo dire che molte persone oggigiorno sono state inglobate talmente tanto nella nostra società che non si sentono neanche il "privilegio" di scegliere. Tutto questo a cosa comporta? Sicuramente ad una vita più vuota ma d'altra parte senza pensieri e responsabilità e apparentemente la persona si sente molto a suo agio nel suo vivere. Si compiace di non aver pesi sulle spalle e quasi si alza leggera sugli altri pieni di ansie e preoccupazioni.
Una persona divertita, magari anche inconsapevolmente divertita.
La controparte, l'uomo alla ricerca di emozioni di scelte e di verità, si scontrerà spesso con una serie di problemi e per affrontarli farà riferimento alle proprie forze, stancandosi, affaticandosi e spesso uscendo abbattuto da molte situazioni: una persona triste nella maggior parte dei casi.
Perchè io voglio essere colui che sceglie?
Voglio sentire il gusto dei miei sentimenti, voglio affrontare le mie paure e almeno cercare di sconfiggerle, voglio essere sicuro di essere l'artefice della mia vita insieme a poche altre persone che ho scelto vicino a me. Sembrerà una vita difficile, dura, e a volte triste. Ma sarà una vita ricca e varrà la pena di essere vissuta.

Pensieri liberi...

Alessandro Alberti

6 set 2010

Nindo

Una nuova vita era quello che stavo cercando, ed in effetti qui l'ho trovata.
Ho sempre pensato che non sarebbe stato facile, e davvero non lo è: il lavoro è impossibile da trovare, peggio di trovare un ago in un pagliaio, gli affitti hanno dei prezzi esorbitanti, probabilmente se fai una "donazione" di organi (come gli è venuto in mente a qualche disperato in Italia) vai avanti forse 1 anno.
Realtà belle e brutte si alternano in un vortice di cambiamenti difficili da sopportare anche per me.
No, non mi arrenderò, ma a volte mi sento davvero a terra, oggi per esempio è uno di quei giorni.
Aspetto, sto aspettando le chiamate, le mail, che con tutta probabilità non arriveranno, e allora quando il tempo sarà scaduto dovrò tornare con nuova forza alla ricerca di qualcosa che mi permetta di andare avanti.
Devo farcela, questo è il mio nindo.

16 ago 2010

9 ago 2010

La nuova vita



Per molto tempo sulle pagine di questo e altri blog ho sempre cercato di trovare qualcosa per cui valeva la pena "vivere". Insomma qualcosa per andare avanti, un motivo, uno scopo, quella cosa per il quale siamo ed esistiamo.
Al momento non ho ancora trovato nulla del genere, ma da quando sono in questa terra, in questi ultimi 2 mesi mi sono reso conto di aver fatto molti passi avanti. Il mio riflesso negli occhi delle persone mi mostra un Alessandro differente, e anche dentro di me noto qualche cambiamento. Non riesco a dire cosa è cambiato, ma sento che è così...

Adesso devo andare, spero di poter scrivere di nuovo e più spesso

Alessandro Alberti

1 giu 2010

Alessandro il nuovo



Questa è una delle prime canzoni che ascoltavo quando ero Bambino, diciamo uno dei primi ricordi nitidi.
Dopo questa canzone i ricordi si affiancano gli uni agli altri disegnando e definendo un percorso che inizia dalla mia infanzia, continua passando dalla mia adolescenza, e termina pochi istanti fa. Un percorso sicuramente non rettilineo il mio, spesso alla ricerca del cambiamento, dell'essere migliore, crescendo fra molteplici cambi di idee e mentalità, fra contrasti e soddisfazioni, fra sentimenti e vuoti interiori. Ho soddisfatto molte delle mie curiosità vivendo, facendo quelle cose che di solito una persona si nega per paura di chissà cosa.
Tra poco sarò davanti ad un altra svolta nella mia vita, e son contento di prendere un altra volta il cambiamento con questo mio spirito d'Alessandro. Mi allontanerò dal mio paese che mi ha fatto crescere come persona e come uomo anche se in questi posti l'unica cosa che lascio non è sicuramente la nostalgia per la terra che mai ho amato o la casa che mi ha sempre a tutti i costi protetto e tenuto a freno anche quando io esigevo altro. Non mi mancherà questo, ma sicuramente mi mancheranno i sentimenti che ho sempre voluto donare a tutte le persone che hanno incrociato il mio cammino, perchè è anche grazie a tutti voi che io sono diventato l'uomo che mi sento di essere.

Alberti Alessandro

20 apr 2010

La politica il calcio e?

E' da un pò che rifletto sulle scelte che fa la gente e perchè le fa. Per "studiare" queste scelte mi sono inerrogato sulle 2 che vanno per la maggiore al momento: La politica e il pallone.
Parliamo del calcio: se dovessi chiedere a qualcuno qual'è la sua squadra prefertita le risposte probabilmente (a parte qualche persona che risponderebbe Brescia o la squadra della propria provincia) sarebbero tutti i nomi delle società comprese fra le prime squadre classificate.
Parliamo della politica: Chi votare all'interno dei grandi schiaramenti? Sicuramente quello che vincerà, e quello che tutti votano anche da un pò di tempo, perchè "buttare" voti per quelli che perdono non ha senso.

PONCI-PONCI-PONCI-PO'
(Ti piace vincere facile?)

Partendo da questi 2 esempi forse per alcuni banali e per altri senza senso (alcuni potrebbero essere "Juventini nel sangue" oppure "Leghisti da generazioni") possiamo tracciare una linea guida per capire quali sono i motivi che condizionano una nostra scelta, ed è facile capire, a questo punto, che per molte persone la facilità di portar a termine qualcosa e MOLTO più importante del motivo per il quale la si fa.
Io rimango ancora oggi convinto che il perchè si arriva a fare una scelta sia meglio del riscontro soddisfacente che questa può portarmi, ma credo di essere ormai una specie in via di estinzione.

11 apr 2010

21

21 km
2 ore
1800 calorie

11/4/2010


9 apr 2010

L'aspetto primaverile della vita

Tutti in qualche modo soffriamo il cambiamento, dovuto ad una nostra scelta od a una scelta altrui.
Arriva il momento in cui dobbiamo far nostre scelte che nostre non sono, affrontare litigi che non dovrebbero toccarci, guardarci indietro e vedere che non siamo poi così distanti da dove eravamo prima.
Tutto questo vivere ci porta in un regno immobile, dove nulla si muove e il tutto è senza colori, i suoni son sempre gli stessi e noi non riusciamo ad uscire da questa gabbia e la mente non vuol vedere il nostro pensiero successivo.
Siamo bloccati.
Ho imparato a riconoscere questi momenti in maniera semplice: aspetto. Passo giorni ad aspettare qualcosa mentre vivo bloccato in quel mondo di mezzo, e quando succede so che sto sbagliando, perchè quella mia attesa non si sazierà mai di nulla.
Capisco allora che sto sbagliando e che l'attesa più grande deve finire con un mio passo in avanti.

In questi giorni mi son ritrovato in quel limbo, e credo che questo continuo entrare ed uscire da quella porta non sia poi il massimo, c'è un cambiamento ma qual'è il prezzo da pagare? Mi dimentico dietro di me i sapori di un passato che non devo dimenticare, non devo dimenticare i miei successi e i miei sbagli, devo continuare ricordando sempre ogni cosa di me.
Questo l'ho capito quando nell'uscire di casa un vento primaverile mi ha fatto sentire il suo forte profumo: sembrava quasi che in quel mondo gricio si fosse aperto sopra di me un cielo di un mondo non mio, un ricordo di un profumo che tempo fà poteva togliermi le catene e farmi volare lontano.
Un ricordo ti porta via da un limbo e ti fa tornare in un mondo dove i colori sanno bene il loro posto, e se io voglio trovare il mio devo continuare a combattere senza fermarmi, andare avanti. Mai arrendersi.

29 mar 2010

Mai arrendersi


Tutti se ne fregano. Si salvano poche persone, un cerchio ristretto di persone care che stanno attente ai nostri passi. Il resto è disinteressato.
Mi girano un pò a vedere tutto questo mondo che si spezza così, e più mi incazzo più la crepa mi sembra diventare grande. A questo punto una persona qualsiasi si disinteresserebbe anch'essa, stanca di lottare contro un muro d'aria che non può colpire ne superare.
Io invece nella mia totale convinzione di essere uno che non si arrende e di essere nella parte del giusto (fino a sbagliare), non mi fermo di fronte a questo ostacolo invisibile.
Non riesco più a capire le persone.
Ammetto anche io di aver perso (o forse messo via?) la visione poetica di un mondo fatto di luci e riflessi, di ombre e di chiari di luna, ma non ho mai perso la fiducia in me stesso: è stata una lotta difficile per conquistarla, ma sarà altrettanto difficile strapparmela via.
Probabilmente finchè sarò in grado di pensare difenderò sempre me stesso e gli altri come faccio da sempre e spingerò "la mia cerchia" verso direzioni migliori come solo io so fare.
Io non mi arrendo, e tutti voi dovreste combattere, se non al mio fianco, da soli, ma mai arrendersi. Questa è la regola.

28 feb 2010

Ritorno

Parte il treno e mi rendo conto che fuori dalla stazione sono solo: nessuna mano da stringere, nessun pensiero da raccontare ad alta voce, non c'è più il suo sguardo pronto a catturarmi. Ma non sono triste, so che tornerà.
E' qualcosa di magico nel mondo: il ritorno.
Persone che vanno, sanno tornare perché conoscono la strada, spesso se la ricordano e altre volte invece si impegnano nel trovarne una nuova pur di tornare.
Tornano i ricordi che nella nostra mente aspettano solo questo.
Tornano gli amici, altri se ne vanno e altri arrivano ma quelli che i pensieri non riescono a dimenticare tornano.
Alcune cose tornano e basta, altre vorresti vederle rinascere. Io assisto spesso a questo spettacolo che solo pochi riescono a catturare, e ultimamente riesco anche a farne parte passivamente.
Tornare dopo essere rinati è la più grande soddisfazione che si può dare ad un essere umano che sa di aver perso qualcosa.
Nel ricordo vive il sentimento passato, nel futuro vive la gloria eterna.

Vorrei ringraziare 2 persone che recentemente mi danno (forse a loro insaputa) la forza di non arrendermi.

8 feb 2010

Mischio di tutto un pò

C'è la ragazza, e quando son con lei tutto va bene. (vado anche a sciare :] )
Ma quando non c'è ogni piccola cosa deve farmi sudare il doppio. Sto entrando in quella fase monotona che mi ero promesso, dove cerco di inibire le funzioni emotive esterne.
Che significa?
Significa che cerco di far tutto quello che mi sembra giusto fare anche se sto facendo tutt'altro in quel momento, e appena finito ritorno sui miei passi. La vita del processo per un PC, per chi la conosce. :)
Sto continuando ad andare a correre e mi son fornito di un simpatico apparecchio:












Sa tenere il conto di

-Calorie
-Tempo
-Distanza
-Velocità

Adesso devo solo mettermi in pari con gli studi, trovare 2 lavori (eheh) e poi prendo una pausa :D