Arriva il momento in cui dobbiamo far nostre scelte che nostre non sono, affrontare litigi che non dovrebbero toccarci, guardarci indietro e vedere che non siamo poi così distanti da dove eravamo prima.
Tutto questo vivere ci porta in un regno immobile, dove nulla si muove e il tutto è senza colori, i suoni son sempre gli stessi e noi non riusciamo ad uscire da questa gabbia e la mente non vuol vedere il nostro pensiero successivo.
Siamo bloccati.
Ho imparato a riconoscere questi momenti in maniera semplice: aspetto. Passo giorni ad aspettare qualcosa mentre vivo bloccato in quel mondo di mezzo, e quando succede so che sto sbagliando, perchè quella mia attesa non si sazierà mai di nulla.
Capisco allora che sto sbagliando e che l'attesa più grande deve finire con un mio passo in avanti.
In questi giorni mi son ritrovato in quel limbo, e credo che questo continuo entrare ed uscire da quella porta non sia poi il massimo, c'è un cambiamento ma qual'è il prezzo da pagare? Mi dimentico dietro di me i sapori di un passato che non devo dimenticare, non devo dimenticare i miei successi e i miei sbagli, devo continuare ricordando sempre ogni cosa di me.
Questo l'ho capito quando nell'uscire di casa un vento primaverile mi ha fatto sentire il suo forte profumo: sembrava quasi che in quel mondo gricio si fosse aperto sopra di me un cielo di un mondo non mio, un ricordo di un profumo che tempo fà poteva togliermi le catene e farmi volare lontano.
Un ricordo ti porta via da un limbo e ti fa tornare in un mondo dove i colori sanno bene il loro posto, e se io voglio trovare il mio devo continuare a combattere senza fermarmi, andare avanti. Mai arrendersi.
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