28 giu 2009

CARPE DIEM

La vita che vorrei tutti mi dicono di non cercarla. "Più la cerchi e meno la troverai". Può essere anche vero, io per primo riconosco che la gente, i nostri amici, sono quelli che ci conoscono meglio di noi stessi: io nei miei confronti cercherò di difendere sempre le mie posizioni, un altro invece cercherà di aprirmi gli occhi.
Dunque, devo aspettare?
Potrei anche dire che mi va bene, ogni giorno mi sveglio nella speranza che sia quello giusto per trovare qualcosa che mi sembra di attendere ormai da qualche mese. E' una situazione che mi logora lo spirito, e davvero non so come uscirne. Non mi sento pronto e deciso a far nulla, mi sembra di essere in un limbo fra due mondi: quello che ero prima e quello che sarò. Ma mentre il mio passato so dov'è, il mio futuro non riesco a vederlo..

Io non lo so quello che voglio, ho quasi paura di questo.. Ci sto pensando ora: e se un giorno lei arriverà e io non capirò? Tutte pare mentali.

So che voglio vivere la vita al massimo, non fermarmi mai. C'è ancora qualche muro da buttare giù, e devo farlo in fretta. Non voglio fermarmi qui..
Ti aspetterò, ma ancora per poco.. cogli l'attimo.

18 giu 2009

8 giu 2009

Basta poco, davvero poco. L'attimo fuggente di un momento che non si riesce mai cogliere: a nulla servono frasi fatte, detti e pensieri per certe vicende. Quando poi tocca a noi essere messi alla prova tutto il nostro credo entra con noi nella tempesta, e in balia del vento e delle difficoltà è impossibile rimanere fermi e impassibili.
Così è sempre stato.

Prova a rileggere quello che ho scritto e pensa, e fallo velocemente, a primo impulso e sii sincero/a con te stesso. A te non puoi mentire lo sai.

Se tu, che stai leggendo ti trovassi con me o con qualsiasi altra persona, buona o cattiva, simpatica o rompicoglioni nella tempesta cosa faresti?

Io rimmarei nella tempesta.

5 giu 2009

il cielo e il mare

Per lui non era mai un nuovo giorno, si svegliava al mattino e ricominciava a fare le solite cose che aveva fatto qualche ora prima. Come un animale, che si abitua alla monotonia, allo stesso tempo lui si era adattato a quel modo di vivere blando e pacato, senza troppi sbalzi di vita. O almeno così pensava..
Nulla mancava nella sua vita, eppure chiamarla vita era qualcosa di diverso da come se la ricordava, adesso sembrava di galleggiare in un mare di pensieri e sentimenti che lo trasportano verso il fondo, verso la fine, sentimenti che non gli appartengono che non sono suoi, ma che di volta in volta vengono lasciati andare da altre persone e quindi anch'esso si sentiva parte di questo tutt'uno.
Questo è un mare dove non si muore. Manca l'aria, la luce del sole, il suono fragoroso delle onde, ma di certe cose non si può morire, almeno non fisicamente.
A differenza di tutti però qualcosa lo rendeva diverso, non cercava di contrastare questa discesa verso l'ignoto bensi aspettava impaziente dentro di se una manifestazione di forza, di coraggio, di passione che potesse richiamarlo verso il cielo: e quello a cui mirava lui non è un cielo normale, è qualcosa che un Dio lassù ha dipinto in maniera prodigiosa, quasi per accoglierlo nuovamente fra tutti quelli che sanno di essere usciti dal buio.

3 giu 2009

Un senso che conosco troppo bene

Sono appena tornato.
Ho passato qualche giorno via di casa per cercare qualcosa che non riesco a trovare..
Mi sento addosso un senso di Vuoto, qualcosa di mancante che non riesco a trovare da nessuna parte, un buco troppo profondo per qualsiasi cosa io gli butti dentro.
Vorrei andarmene via, ma ho paura di non trovare da nessuna parte quello che cerco e di impazzire nella ricerca di questa "luce" che possa riempire la mia vita.
So cosa fare, e stavolta ascolterò i consigli di tante persone: smetterò di cercare, forse aspetterò con ansia di superare il confine che non riesco a vedere, ma smetterò di guardare a destra e a sinistra per illuminare la via.
Io sono qui: non sono stanco di vivere, aspetto...