"Come va?" E' una domanda classica che fanno tutti subito dopo un saluto, come se fosse l'inizio di un discorso, l'overture.
la risposta classica è bene.
Mi sveglio la mattina per andare al lavoro. Mi sveglio ad un orario decente. Mi preparo e poi con la macchina, e devo ringraziare di avere quella macchina vado al lavoro, trovato in maniera un pò trasversale.
Fortuna che ho il lavoro.
Finisce la giornata lavorativa e torno a casa, sbrigo qualche faccenda leggera e mi svago come posso.
Vivo in un paese circondato da discariche e in città c'è il più grande inceneritore d'Europa, l'acqua che uso per cucinare e per lavarmi non è colorata per grazia divina.
Se esco a correre mi sembra di respirare dei sottilissimi fili di paglia talmente che l'aria è pesante.
Ho dovuto rinunciare a quello che avevo iniziato per cercare lavoro in un paese dove se non sei paraculato, se non hai i genitori o conoscenti che sanno dove piazzarti devi sperare davvero di essere un genio e di trovare il "lavoro adatto".
Esco la sera e chissà se posso permettermelo con il mio stipendio.
Mi sembra di essere in guerra ogni giorno. E lo so che ci sarà qualche testa di cazzo che mi dirà: "cosa vuoi che sia, hai la salute un lavoro... hai tutto!". Non me ne frega nulla di una persona che riesce a uscire da questo ragionamento con frasi del genere.
Da solo probabilmente non avrei nulla, e questo è una cosa che fa male.
Non so quale uomo si può definire tale se non riesce a farcela con le proprie forze.
E anche se dovessi incontrare qualcuno che dopo essersi massacrato di fatica sia riuscito a mettere su qualcosa senza chiedere niente a nessuno, vorrei sapere se è davvero necessario "sacrificarsi totalmente" per poter sopravvivere.
Come và?
Và come deve andare e non in maniera differente, ma mi fermerei volentieri.
Alberti Alessandro
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