16 dic 2011

Realizzazione




Mi piace leggere questo blog. Scorgo in esso il mio passato, e mi rendo conto che qualcosa nella mia vita sono riuscito a portare avanti per molto tempo, e mi riferisco proprio al mio blog autobiografico. E' una bella sensazione che mi fa sentire bene.
Per il resto tutto sta colando a picco, nascono dentro di me giorno dopo giorno insicurezze degne di un'adolescente appena dodicenne, ingrasso come una vacca e ho poca forza per riuscire ad uscire da questo pantano.
Eppure l'immagine che ho di me nella mia testa, in quel mio famoso mondo, è differente, solo che mai come oggi non riesco a concretizzarla. Sento insomma che la macchina Alessandro si sta inceppando per colpa del pilota, e questo non va per niente bene. Ho mille e più risorse fra le mani, decine di possibilità, una mente che io credo serena e proiettata verso il futuro, limpida e dai pensieri elettrizzanti (poco modesto eh) ma non riesco a fare un cazzo di passo avanti. Sembra il blocco dello scrittore, chissà perchè accade...
Insomma, la realizzazione dell'essere è ancora in corso, come sempre. Anche se mi aspetterei di più in futuro.
Ci sono delle volte che mi sento fuori luogo, credo che questa non sia la vita che mi son sempre sentito addosso, ed è come vivere in un'altra persona, da un'altra parte, e tutta questa diversità del mio io non riesco ad indossarla bene. Avrà la sua parte tutto questo teatrino?

5 ott 2011

Le cose da fare

Ci sono delle cose da fare. Sono azioni che si compiono senza l'utilizzo della ragione e del sentimento, il destino ci porta a compierle.
Il senso della frase ha un suo perchè.
Possiamo anche essere mossi da innumerevoli ragioni, e da una marea di sentimenti nel fare "ciò che va fatto", ma non è per questo che lo faremo. il motivo è un'altro: il compimento totale di una persona.
E poi io, non voglio rimanere una persona normale in un corpo normale, in un cazzo di paese normale. Devo continuamente dimostrare a me stesso che so, che posso farcela e che devo andare oltre.

15 set 2011

Un passo indietro





Devo essermi perso qualcosa, qualcosa di importante. Credo di essere qualcosa di importante, di migliore, forse è così e forse no. Ieri sera durante una cena con Jacopo e Daniela, lei si è opposta fermamente contro di me, si capiva espressamente il suo pensiero. Mi considerava uno che è comodo e "fortunato". Partendo dal presupposto che lei guarda la gente dall'alto, è forse vero quello che ha detto? Mi sto facendo il culo o potrei fare di più?
E se potrei, perchè fare tutto questo?
Cosa ha smosso in me quella schiava della televisione concentrata nel suo mondo perfetto con il moroso cane, la famiglia brava e il lavoro a tempo indeterminato? Qual'è stata la parte del suo discorso che mi ha colpito? Seguire le orme di mio padre solo perchè lui crede che sia giusto. Probabilmente quello mi ha spiazzato un pò. Ma è vero? So cosa voglio fare dalla vita? No... Eppur mi sento più forte, ma da dove arriva questa mia forza e perchè non la sfrutto a pieno?
Un passo indietro per capire cosa voglio per poi correre verso la destinazione, raggiungerla e subito dopo porsi un nuovo obbiettivo, ma quale sarà la meta finale? Lo scopriremo solo un giorno, quando riuscire a raggiungerla, e capiremo di essere arrivati alla fine.
L'epilogo dell'ultima notte senza fine.

6 ago 2011

Mi son perso qualcosa


Deve essermi sfuggito qualcosa in tutto questo tempo. Il re del cambiamento si volta indietro guarda con un'aria di superiorità quelli che una volta erano i suoi compagni e vede qualcosa che lo stupisce: non sono come se li sarebbe aspettati. E lui? Com'è lui a loro occhi? Nessuno, non un re, ne una maschera che gli si possa avvicinare.
Eccolo il fatto, il cambiamento che si è fermato, lento, inesorabilmente spento.
Ma perchè?
So di sbagliare, non conoscevo quelle persone prima, non le conosco adesso e molto probabilmente non le conoscerò poi, ma sembrano altre. Io nel tentativo di conservare me stesso e cambiare il mio mondo cosa ho fatto? Ho cambiato quello che c'è intorno a me e io son rimasto lo stesso, un pò cresciuto, sicuramente diverso, ma il miglioramento adesso è ormai fermo, e mi rendo conto che la realtà non vuole andare veloce quanto me.
E' come correre con il vicino: sai benissimo che si fermerà prima lui, e tu devi aspettarlo.
E allora?
Forse è meglio correre da soli.

20 feb 2011

Il nulla passa velocemente, non è forse vero?

4 gen 2011

"Come va?"

"Come va?" E' una domanda classica che fanno tutti subito dopo un saluto, come se fosse l'inizio di un discorso, l'overture.
la risposta classica è bene.

Mi sveglio la mattina per andare al lavoro. Mi sveglio ad un orario decente. Mi preparo e poi con la macchina, e devo ringraziare di avere quella macchina vado al lavoro, trovato in maniera un pò trasversale.
Fortuna che ho il lavoro.
Finisce la giornata lavorativa e torno a casa, sbrigo qualche faccenda leggera e mi svago come posso.
Vivo in un paese circondato da discariche e in città c'è il più grande inceneritore d'Europa, l'acqua che uso per cucinare e per lavarmi non è colorata per grazia divina.
Se esco a correre mi sembra di respirare dei sottilissimi fili di paglia talmente che l'aria è pesante.
Ho dovuto rinunciare a quello che avevo iniziato per cercare lavoro in un paese dove se non sei paraculato, se non hai i genitori o conoscenti che sanno dove piazzarti devi sperare davvero di essere un genio e di trovare il "lavoro adatto".
Esco la sera e chissà se posso permettermelo con il mio stipendio.
Mi sembra di essere in guerra ogni giorno. E lo so che ci sarà qualche testa di cazzo che mi dirà: "cosa vuoi che sia, hai la salute un lavoro... hai tutto!". Non me ne frega nulla di una persona che riesce a uscire da questo ragionamento con frasi del genere.
Da solo probabilmente non avrei nulla, e questo è una cosa che fa male.
Non so quale uomo si può definire tale se non riesce a farcela con le proprie forze.
E anche se dovessi incontrare qualcuno che dopo essersi massacrato di fatica sia riuscito a mettere su qualcosa senza chiedere niente a nessuno, vorrei sapere se è davvero necessario "sacrificarsi totalmente" per poter sopravvivere.

Come và?

Và come deve andare e non in maniera differente, ma mi fermerei volentieri.

Alberti Alessandro