11 lug 2012

Ho cancellato facebook nell'attesa di andarmene via da qui.

Sto per arrivare...

30 mag 2012

Dragon fight

Ieri ero ad un corso di comunicazione. Molto bello, mi ha ispirato grandi cose e mi ha fatto riflettere. Mi è stata chiesta quale immagine metaforica rappresenta la mia vita, ed ho pensato subito ad un drago delle fiabe. Una creatura forte, possente e leggendaria, protrettrice di un bene inestimabile: la principessa. Purtroppo il drago delle fiabe viene sconfitto dal principe azzurro di turno e la principessa viene liberata. Ieri era questa la mia idea, ma oggi voglio cambiare.
Non voglio cambiare la metafora, voglio cambiare la storia.
Un drago, un diamante, una tigre, un leone, un orso, ecco cosa sono. Credere, difendere i propri ideali e portarli avanti: correre e non fermarsi. Un drago.
Vieni pure "principe"... le fiamme ti aspettano.




25 feb 2012

Il punto cieco


So di scrivere su questo blog ogni volta che qualcosa va male, ma deve essere in questi casi che il mio io diventa più riflessivo.
Volglio parlare oggi dell'enorme differenza fra quello che sono realmente e quello che gli altri percepiscono di me: ne voglio parlare perchè credo davvero che ci sia un'abisso fra questi 2 modi di rapportarmi alla realtà.
Io mi sento un ragazzo, ancora tale, pieno di energia, di vita e di senso. Ho voglia di fare, voglia di correre, voglia di spaccare tutto.
Esternamente sembro un eterno ideciso sempre in bilico fra una decisione e l'altra, un uomo poco pratico e senza ideali reali.

Vorrei davvero massacrare questa assurda realtà delle cose, ma in realtà ho paura ad avventurarmi nel mondo di oggi. Forse se fossi realmente solo sarebbe molto più semplice, ma mi sento circondato da legami che non riesco neanche a comprendere pienamente. Neppure quelli più vicini. Per l'ennesima volta sono arrivato ad un bivio. Ma stavolta è diverso, questa volta si tratta della mia vita futura imminente e lontana. Devo decidere se staccarmi da tutto e fidarmi davvero di me stesso, oppure continuare a galleggiare, come hanno sempre fatto tutte le persone che ho sempre disprezzato in vita mia.

16 dic 2011

Realizzazione




Mi piace leggere questo blog. Scorgo in esso il mio passato, e mi rendo conto che qualcosa nella mia vita sono riuscito a portare avanti per molto tempo, e mi riferisco proprio al mio blog autobiografico. E' una bella sensazione che mi fa sentire bene.
Per il resto tutto sta colando a picco, nascono dentro di me giorno dopo giorno insicurezze degne di un'adolescente appena dodicenne, ingrasso come una vacca e ho poca forza per riuscire ad uscire da questo pantano.
Eppure l'immagine che ho di me nella mia testa, in quel mio famoso mondo, è differente, solo che mai come oggi non riesco a concretizzarla. Sento insomma che la macchina Alessandro si sta inceppando per colpa del pilota, e questo non va per niente bene. Ho mille e più risorse fra le mani, decine di possibilità, una mente che io credo serena e proiettata verso il futuro, limpida e dai pensieri elettrizzanti (poco modesto eh) ma non riesco a fare un cazzo di passo avanti. Sembra il blocco dello scrittore, chissà perchè accade...
Insomma, la realizzazione dell'essere è ancora in corso, come sempre. Anche se mi aspetterei di più in futuro.
Ci sono delle volte che mi sento fuori luogo, credo che questa non sia la vita che mi son sempre sentito addosso, ed è come vivere in un'altra persona, da un'altra parte, e tutta questa diversità del mio io non riesco ad indossarla bene. Avrà la sua parte tutto questo teatrino?

5 ott 2011

Le cose da fare

Ci sono delle cose da fare. Sono azioni che si compiono senza l'utilizzo della ragione e del sentimento, il destino ci porta a compierle.
Il senso della frase ha un suo perchè.
Possiamo anche essere mossi da innumerevoli ragioni, e da una marea di sentimenti nel fare "ciò che va fatto", ma non è per questo che lo faremo. il motivo è un'altro: il compimento totale di una persona.
E poi io, non voglio rimanere una persona normale in un corpo normale, in un cazzo di paese normale. Devo continuamente dimostrare a me stesso che so, che posso farcela e che devo andare oltre.

15 set 2011

Un passo indietro





Devo essermi perso qualcosa, qualcosa di importante. Credo di essere qualcosa di importante, di migliore, forse è così e forse no. Ieri sera durante una cena con Jacopo e Daniela, lei si è opposta fermamente contro di me, si capiva espressamente il suo pensiero. Mi considerava uno che è comodo e "fortunato". Partendo dal presupposto che lei guarda la gente dall'alto, è forse vero quello che ha detto? Mi sto facendo il culo o potrei fare di più?
E se potrei, perchè fare tutto questo?
Cosa ha smosso in me quella schiava della televisione concentrata nel suo mondo perfetto con il moroso cane, la famiglia brava e il lavoro a tempo indeterminato? Qual'è stata la parte del suo discorso che mi ha colpito? Seguire le orme di mio padre solo perchè lui crede che sia giusto. Probabilmente quello mi ha spiazzato un pò. Ma è vero? So cosa voglio fare dalla vita? No... Eppur mi sento più forte, ma da dove arriva questa mia forza e perchè non la sfrutto a pieno?
Un passo indietro per capire cosa voglio per poi correre verso la destinazione, raggiungerla e subito dopo porsi un nuovo obbiettivo, ma quale sarà la meta finale? Lo scopriremo solo un giorno, quando riuscire a raggiungerla, e capiremo di essere arrivati alla fine.
L'epilogo dell'ultima notte senza fine.

6 ago 2011

Mi son perso qualcosa


Deve essermi sfuggito qualcosa in tutto questo tempo. Il re del cambiamento si volta indietro guarda con un'aria di superiorità quelli che una volta erano i suoi compagni e vede qualcosa che lo stupisce: non sono come se li sarebbe aspettati. E lui? Com'è lui a loro occhi? Nessuno, non un re, ne una maschera che gli si possa avvicinare.
Eccolo il fatto, il cambiamento che si è fermato, lento, inesorabilmente spento.
Ma perchè?
So di sbagliare, non conoscevo quelle persone prima, non le conosco adesso e molto probabilmente non le conoscerò poi, ma sembrano altre. Io nel tentativo di conservare me stesso e cambiare il mio mondo cosa ho fatto? Ho cambiato quello che c'è intorno a me e io son rimasto lo stesso, un pò cresciuto, sicuramente diverso, ma il miglioramento adesso è ormai fermo, e mi rendo conto che la realtà non vuole andare veloce quanto me.
E' come correre con il vicino: sai benissimo che si fermerà prima lui, e tu devi aspettarlo.
E allora?
Forse è meglio correre da soli.

20 feb 2011

Il nulla passa velocemente, non è forse vero?

4 gen 2011

"Come va?"

"Come va?" E' una domanda classica che fanno tutti subito dopo un saluto, come se fosse l'inizio di un discorso, l'overture.
la risposta classica è bene.

Mi sveglio la mattina per andare al lavoro. Mi sveglio ad un orario decente. Mi preparo e poi con la macchina, e devo ringraziare di avere quella macchina vado al lavoro, trovato in maniera un pò trasversale.
Fortuna che ho il lavoro.
Finisce la giornata lavorativa e torno a casa, sbrigo qualche faccenda leggera e mi svago come posso.
Vivo in un paese circondato da discariche e in città c'è il più grande inceneritore d'Europa, l'acqua che uso per cucinare e per lavarmi non è colorata per grazia divina.
Se esco a correre mi sembra di respirare dei sottilissimi fili di paglia talmente che l'aria è pesante.
Ho dovuto rinunciare a quello che avevo iniziato per cercare lavoro in un paese dove se non sei paraculato, se non hai i genitori o conoscenti che sanno dove piazzarti devi sperare davvero di essere un genio e di trovare il "lavoro adatto".
Esco la sera e chissà se posso permettermelo con il mio stipendio.
Mi sembra di essere in guerra ogni giorno. E lo so che ci sarà qualche testa di cazzo che mi dirà: "cosa vuoi che sia, hai la salute un lavoro... hai tutto!". Non me ne frega nulla di una persona che riesce a uscire da questo ragionamento con frasi del genere.
Da solo probabilmente non avrei nulla, e questo è una cosa che fa male.
Non so quale uomo si può definire tale se non riesce a farcela con le proprie forze.
E anche se dovessi incontrare qualcuno che dopo essersi massacrato di fatica sia riuscito a mettere su qualcosa senza chiedere niente a nessuno, vorrei sapere se è davvero necessario "sacrificarsi totalmente" per poter sopravvivere.

Come và?

Và come deve andare e non in maniera differente, ma mi fermerei volentieri.

Alberti Alessandro

30 dic 2010

22 dic 2010

The box


Oggi apporterò qualche modifica al blog, cercherò di cambiare la grafica cupa in qualcosa di più "soft". Eheh
Spesso rifletto su quanto incidono "gli altri" sulla nostra vita. Se ci prendiamo un pò di tempo per pensarci possiamo capire quanto tempo e quante energie dedichiamo al prossimo, senza realmente volerlo o senza rendercene conto.
La domanda che mi fa muovere in questa direzione è sempre "perchè lo sto facendo?". Prendiamo ad esempio il lavoro: Perchè una persona lavora? Per vivere meglio? Per vivere, forse? Ho un'amico che vorrebbe andare a fare il tagliaboschi in montagna e invece fa un massacrante lavoro in ufficio. Lui potrebbe essere l'esempio di questo pensiero.
Sceglie 2 lavori, entrambi gli garantirebbero una paga e quindi la possibilità di vivere nel mondo d'oggi ( sarebbe troppo "facile" dire che se cazzeggio nessuno mi paga, quindi lui è un esempio calzante).
Cosa porta una persona a fare la scelta meno personale?
La risposta è: gli altri.
Prendi quella scelta per una serie di ragioni che esulano dalla tua personale ed egoistica esistenza. Se fossimo davvero padroni del nostro destino (e lo siamo per partito preso) è ovvio che saremo in grado di fare quel che più ci aggrada e vivere meglio. Anche volendo prendere in considerazione l'aspetto lavorativo della vita, quanti di noi fanno qualcosa che realmente gli piace e anche se c'è la possibilità di cambiare non lo fanno?
Forse sto correndo troppo...
A volte credo davvero di essere un uomo libero con delle idee enormi rinchiuso in una scatola appena più grande di me..

pensieri..

Alessandro Alberti

21 dic 2010

Il divertimento e la tristezza


Torno a scrivere dopo un pò di tempo tra pensieri e liquirizia.
Ultimamente mi fa molto pensare cosa implica la possibilità di scegliere contro l'incapacità di farlo: intendo dire che molte persone oggigiorno sono state inglobate talmente tanto nella nostra società che non si sentono neanche il "privilegio" di scegliere. Tutto questo a cosa comporta? Sicuramente ad una vita più vuota ma d'altra parte senza pensieri e responsabilità e apparentemente la persona si sente molto a suo agio nel suo vivere. Si compiace di non aver pesi sulle spalle e quasi si alza leggera sugli altri pieni di ansie e preoccupazioni.
Una persona divertita, magari anche inconsapevolmente divertita.
La controparte, l'uomo alla ricerca di emozioni di scelte e di verità, si scontrerà spesso con una serie di problemi e per affrontarli farà riferimento alle proprie forze, stancandosi, affaticandosi e spesso uscendo abbattuto da molte situazioni: una persona triste nella maggior parte dei casi.
Perchè io voglio essere colui che sceglie?
Voglio sentire il gusto dei miei sentimenti, voglio affrontare le mie paure e almeno cercare di sconfiggerle, voglio essere sicuro di essere l'artefice della mia vita insieme a poche altre persone che ho scelto vicino a me. Sembrerà una vita difficile, dura, e a volte triste. Ma sarà una vita ricca e varrà la pena di essere vissuta.

Pensieri liberi...

Alessandro Alberti

6 set 2010

Nindo

Una nuova vita era quello che stavo cercando, ed in effetti qui l'ho trovata.
Ho sempre pensato che non sarebbe stato facile, e davvero non lo è: il lavoro è impossibile da trovare, peggio di trovare un ago in un pagliaio, gli affitti hanno dei prezzi esorbitanti, probabilmente se fai una "donazione" di organi (come gli è venuto in mente a qualche disperato in Italia) vai avanti forse 1 anno.
Realtà belle e brutte si alternano in un vortice di cambiamenti difficili da sopportare anche per me.
No, non mi arrenderò, ma a volte mi sento davvero a terra, oggi per esempio è uno di quei giorni.
Aspetto, sto aspettando le chiamate, le mail, che con tutta probabilità non arriveranno, e allora quando il tempo sarà scaduto dovrò tornare con nuova forza alla ricerca di qualcosa che mi permetta di andare avanti.
Devo farcela, questo è il mio nindo.

16 ago 2010

9 ago 2010

La nuova vita



Per molto tempo sulle pagine di questo e altri blog ho sempre cercato di trovare qualcosa per cui valeva la pena "vivere". Insomma qualcosa per andare avanti, un motivo, uno scopo, quella cosa per il quale siamo ed esistiamo.
Al momento non ho ancora trovato nulla del genere, ma da quando sono in questa terra, in questi ultimi 2 mesi mi sono reso conto di aver fatto molti passi avanti. Il mio riflesso negli occhi delle persone mi mostra un Alessandro differente, e anche dentro di me noto qualche cambiamento. Non riesco a dire cosa è cambiato, ma sento che è così...

Adesso devo andare, spero di poter scrivere di nuovo e più spesso

Alessandro Alberti

1 giu 2010

Alessandro il nuovo



Questa è una delle prime canzoni che ascoltavo quando ero Bambino, diciamo uno dei primi ricordi nitidi.
Dopo questa canzone i ricordi si affiancano gli uni agli altri disegnando e definendo un percorso che inizia dalla mia infanzia, continua passando dalla mia adolescenza, e termina pochi istanti fa. Un percorso sicuramente non rettilineo il mio, spesso alla ricerca del cambiamento, dell'essere migliore, crescendo fra molteplici cambi di idee e mentalità, fra contrasti e soddisfazioni, fra sentimenti e vuoti interiori. Ho soddisfatto molte delle mie curiosità vivendo, facendo quelle cose che di solito una persona si nega per paura di chissà cosa.
Tra poco sarò davanti ad un altra svolta nella mia vita, e son contento di prendere un altra volta il cambiamento con questo mio spirito d'Alessandro. Mi allontanerò dal mio paese che mi ha fatto crescere come persona e come uomo anche se in questi posti l'unica cosa che lascio non è sicuramente la nostalgia per la terra che mai ho amato o la casa che mi ha sempre a tutti i costi protetto e tenuto a freno anche quando io esigevo altro. Non mi mancherà questo, ma sicuramente mi mancheranno i sentimenti che ho sempre voluto donare a tutte le persone che hanno incrociato il mio cammino, perchè è anche grazie a tutti voi che io sono diventato l'uomo che mi sento di essere.

Alberti Alessandro

20 apr 2010

La politica il calcio e?

E' da un pò che rifletto sulle scelte che fa la gente e perchè le fa. Per "studiare" queste scelte mi sono inerrogato sulle 2 che vanno per la maggiore al momento: La politica e il pallone.
Parliamo del calcio: se dovessi chiedere a qualcuno qual'è la sua squadra prefertita le risposte probabilmente (a parte qualche persona che risponderebbe Brescia o la squadra della propria provincia) sarebbero tutti i nomi delle società comprese fra le prime squadre classificate.
Parliamo della politica: Chi votare all'interno dei grandi schiaramenti? Sicuramente quello che vincerà, e quello che tutti votano anche da un pò di tempo, perchè "buttare" voti per quelli che perdono non ha senso.

PONCI-PONCI-PONCI-PO'
(Ti piace vincere facile?)

Partendo da questi 2 esempi forse per alcuni banali e per altri senza senso (alcuni potrebbero essere "Juventini nel sangue" oppure "Leghisti da generazioni") possiamo tracciare una linea guida per capire quali sono i motivi che condizionano una nostra scelta, ed è facile capire, a questo punto, che per molte persone la facilità di portar a termine qualcosa e MOLTO più importante del motivo per il quale la si fa.
Io rimango ancora oggi convinto che il perchè si arriva a fare una scelta sia meglio del riscontro soddisfacente che questa può portarmi, ma credo di essere ormai una specie in via di estinzione.

11 apr 2010

21

21 km
2 ore
1800 calorie

11/4/2010


9 apr 2010

L'aspetto primaverile della vita

Tutti in qualche modo soffriamo il cambiamento, dovuto ad una nostra scelta od a una scelta altrui.
Arriva il momento in cui dobbiamo far nostre scelte che nostre non sono, affrontare litigi che non dovrebbero toccarci, guardarci indietro e vedere che non siamo poi così distanti da dove eravamo prima.
Tutto questo vivere ci porta in un regno immobile, dove nulla si muove e il tutto è senza colori, i suoni son sempre gli stessi e noi non riusciamo ad uscire da questa gabbia e la mente non vuol vedere il nostro pensiero successivo.
Siamo bloccati.
Ho imparato a riconoscere questi momenti in maniera semplice: aspetto. Passo giorni ad aspettare qualcosa mentre vivo bloccato in quel mondo di mezzo, e quando succede so che sto sbagliando, perchè quella mia attesa non si sazierà mai di nulla.
Capisco allora che sto sbagliando e che l'attesa più grande deve finire con un mio passo in avanti.

In questi giorni mi son ritrovato in quel limbo, e credo che questo continuo entrare ed uscire da quella porta non sia poi il massimo, c'è un cambiamento ma qual'è il prezzo da pagare? Mi dimentico dietro di me i sapori di un passato che non devo dimenticare, non devo dimenticare i miei successi e i miei sbagli, devo continuare ricordando sempre ogni cosa di me.
Questo l'ho capito quando nell'uscire di casa un vento primaverile mi ha fatto sentire il suo forte profumo: sembrava quasi che in quel mondo gricio si fosse aperto sopra di me un cielo di un mondo non mio, un ricordo di un profumo che tempo fà poteva togliermi le catene e farmi volare lontano.
Un ricordo ti porta via da un limbo e ti fa tornare in un mondo dove i colori sanno bene il loro posto, e se io voglio trovare il mio devo continuare a combattere senza fermarmi, andare avanti. Mai arrendersi.